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Più elevato ed aspro l'Appennino centrale, di natura calcarea, spostato verso la costa adriatica e comprendente le sezioni umbro-marchigiana e abruzzese-molisana, quest'ultima culminante nel Gran Sasso. L'Appennino meridionale, che si riavvicina alla costa tirrenica, presenta nella parte peninsulare sia massicci calcarei, che zone argillose (sul versante ionico), e culmina nel monte Pollino (2.271), da cui prende il via il massiccio granitico calabro-peloritano, che prosegue per un pò al di là dello stretto di Messina, per lasciare poi il posto ai rilievi carsici della Madonia. Costituisce corpo a sè il rilievo dell'Etna, nella parte nord-orientale dell'isola, la cima più elevata della Sicilia e il vulcano più alto d'Europa. I rilievi della Sardegna sono costituiti in prevalenza da antiche strutture granitiche, nella parte orientale e settentrionale, con formazioni più recenti di origine vulcanica e calcarea nella parte occidentale. La frammentazione orografica dell'Italia, determina un'idrografia caratterizzata da numerosi fiumi di lunghezza e portata generalmente molto ridotte. Il bacino principale è quello del Po, che raccoglie le acque di numerosi affluenti alpini e appenninici, prima di sfociare con un ampio delta nell'Adriatico.
Gli affluenti di sinistra (Dora Baltea, Sesia, Ticino, Adda, Oglio, Mincio) sono caratterizzati da bacini più estesi e regimi più regolari di quelli appenninici, grazie all'alimentazione da parte dei ghiacciai e alla maggiore frequenza delle piogge, e presentano massime estive e minime invernali; gli affluenti appenninici, o di destra, (Tanaro, Trebbia, Taro, Secchia, Panaro) sono maggiormente legati alle precipitazioni e raggiungono le portate massime in primavera e autunno. I maggiori tributari dell'Adriatico sono: l'Adige, secondo fiume italiano (410), un tempo affluente del Po, il Piave, il Reno, il Tagliamento, il Brenta, l'Isonzo, il Livenza, il versante adriatico peninsulare è caratterizzato da corsi d'acqua modesti, che scendono con traiettorie parallele dagli Appennini. Di maggiore entità i fiumi del versante tirrenico peninsulare, il Tevere (km. 405, terzo fiume italiano), l'Arno, il Volturno, l'Ombrone, il Liri-Garigliano. Scendendo più a sud e nelle isole, si incontrano per lo più fiumi a carattere torrentizio e regime molto irregolare, soggetti a lunghi periodi di siccità. Numerosi sono i laghi, in particolare nella regione alpina, costellata da oltre 3.000 bacini di piccole o piccolissime dimensioni, mentre i laghi maggiori si aprono nella regione prealpina e sono, procedendo verso ovest: Maggiore (o Verbano), Ceresio (o di Lugano); di Como (o Lario); d'lseo (o Sebino) ; Eridio (o d'Idro); di Garda (o Benaco, il più esteso, kmq. 370). Il maggiore dei laghi appenninici è il Trasimeno (tra Umbria, Lazio, Toscana),a cui si aggiungono numerosi laghi vulcanici, in prevalenza nel Lazio (Bolsena, di Vico, di Bracciano, di Albano, di Nemi), e laghi costieri (Orbetello, Fondi, Lesina, Varano).
Notevole è anche il numero di bacini artificiali di varie dimensioni, creati sia nella regione alpina che appenninica a scopo irriguo e idroelettrico. Dal punto di vista climatico l'Italia appartiene alla fascia temperata, ma presenta, data la lunghezza della penisola e la distribuzione dei rilievi, notevoli differenze tra le regioni settentrionali e quelle meridionali, più calde, particolarmente accentuate nella stagione invernale. Si distinguono in genere quattro tipi di clima: alpino (temperature notturne e invernali basse, piovosità estiva); padano (temperature basse d'inverno e alte di estate; piovosità primaverile e autunnale); peninsulare (temperature miti sulla costa, più rigide all'interno, piovosità primaverile e autunnale), che si differenzia tra i due versanti tirrenico, più piovoso ,e adriatico, con inverni più freddi; mediterraneo (temperature miti per tutto l'anno, piovosità invernale), nella parte a sud di Salerno e nelle isole. Date le sue caratteristiche fisiche e climatiche, l'Italia presenta una vegetazione naturale assai varia, normalmente distinta in quattro gruppi principali: alpina, padana, appenninica e mediterranea. Sono però ormai poche le zone in cui l'intervento dell'uomo non abbia portato modifiche radicali alla distribuzione naturale della flora. La vegetazione montana varia naturalmente in dipendenza dell'altitudine: si passa dai muschi e licheni delle vette alpine o dai ginepri e cariceti di quelle appenniniche, ai boschi di faggi, abeti, querce del piano montano, fino ai lecci e agli olivi del piano basale, che assume caratteristiche tipo mediterraneo nell'Appenino.
Lungo i litorali e nelle isole è diffusa la vegetazione mediterranea, con boschi dei leccio o pinete, sottobosco, e macchia di mirto, ginepri, ginestre, alloro, ecc. Dal punto di vista demografico, l'Italia ha visto, proprio a partire dall'unità, un sensibile incremento che ha portata quasi al raddoppio della popolazione nel giro di cento anni, passando dai ca 26 milioni di abitanti nel 1861, considerando i confini attuali, ai ca 51 milioni del 1961, fino ai quasi 58 milioni attuali. Il tasso di incremento è però andato diminuendo a partire dalla fine degli anni sessanta, a causa di un progressivo calo delle nascite, fino a raggiungere nei primi anni '90 un livello di crescita zero (0,2% nel 1991). L'allungamento della vita media ed il basso tasso di natalità hanno portato ad un progressivo invecchiamento della popolazione. La densità resta comunque molto elevata, con una media nazionale di 188 ab./kmq. Sia la distribuzione che l'incremento della popolazione non sono tuttavia uniformi, e rimangono strettamente legate alle differenze socio-economiche tra le varie regioni. Tre sono le città con più di un milione di abitanti (Roma, Milano, Napoli), cinque con più di 400.000 ab. (Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze) quasi 40 quelle con più di 100.000 abitanti. La maggioranza della popolazione è di lingua italiana, con minoranze di lingua tedesca, franco-provenzale e slava, soprattutto nelle regioni di frontiera (Trentino-Alto Adige, Val d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia), albanese e greca, nelle regioni meridionali. La religione principale è la cattolica, con minoranze protestanti, mussulmane ed ebraiche.
Ordinamento: l'Italia si è data una forma istituzionale repubblicana, che è sancita dalla costituzione entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Capo dello stato è il Presidente della Repubblica, eletto dal parlamento in seduta comune e con la presenza dei delegati regionali. Il mandato dura sette anni. Fra i suoi compiti rientrano la nomina del presidente del consiglio e dei ministri, lo scioglimento anticipato delle camere, l'indizione di elezioni politiche, ecc. La funzione legislativa è affidata al parlamento, formato dalla camera dei deputati e dal senato della repubblica, i cui membri sono eletti, per suffragio universale rispettivamente da elettori che abbiano raggiunto i 18 e i 25 anni di età. La carica dura cinque anni. La funzione esecutiva è affidata al governo, costituito dal Presidente del Consiglio e dai ministri, e che deve avere la fiducia delle due camere. Il potere giudiziario è affidato alla magistratura, la cui indipendenza è garantita dal consiglio superiore della Magistratura, presieduto dal Capo dello stato. La garanzia del rispetto della costituzione è garantita dalla Corte Costituzionale. Dal punto di vista amministrativo l'Italia è divisa in 20 regioni, fra cui godono di statuto speciale Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Sardegna, Sicilia. Le regioni sono a loro volta divise in province e queste in comuni.
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